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la webTv dei Treeworkers




Gli angeli degli alberi

Appassionati, professionali ed in continuo aggiornamento, abbiamo formato una squadra di altissimo livello tecnico operando direttamente noi sugli alberi dei nostri clienti.
Fin dall’inizio della nostra attività abbiamo dato spazio alla divulgazione e alla formazione nel campo dell’arboricoltura ornamentale.

Lavoriamo in tutt’Italia con l’obiettivo di offrire la massima qualità possibile nei servizi svolti. Attualmente abbiamo due sedi: una in Liguria (Ronco Scrivia - GE) ed una nel Lazio (Roma).

Marco Garbini, opera in Liguria è il primo ad ottenere la certificazione europea di arboricoltore (European Tree Worker - E.T.W. - Certified Arborist, - 14 dicembre 2002, a Marghera), dal Lazio in giù! Creatore del sito internet. Inventore dell’Arbocorso, si occupa in prima persona della divulgazione scientifica dell’arboricoltura moderna fondata da Alex L. Shigo presso fiere, scuole elementari, medie e superiori.
Mico Beta Tester 2010, per testare i nuovi prodotti “Mico“ nel nostro specifico lavoro (http://www.micobetatester.it - http://www.mico.it).

Esaminatore E.T.W. ITALIA alla certificazione E.T.W - E.T.T. di Torino del 10 dicembre 2010 e quella di Assisi del 1° ottobre 2011.

Insegnante di potatura presso il gruppo Formazione 3t.

Cellulare: 393 9151580

Rimonda del secco sulla Chorisia speciosa ai Giardini de La Mortella

Rimonda del secco sulla Chorisia speciosa ai Giardini de La Mortella

Massimiliano Tonelli (European Tree Worker - E.T.W. - Certified Arborist) è il primo arboricoltore professionista a lavorare a Roma. Istruttore di treeclimbing presso la Scuola Agraria del Parco di Monza. Maestro di potatura degli alberi.
Esaminatore E.T.W. ITALIA alla certificazione E.T.W - E.T.T. di Torino del 10 dicembre 2010.
Cellulare: 347 3519277

Potatura di una quercia con rami da alleggerire sopra il tetto di una casa
Potatura di una quercia con rami da alleggerire sopra il tetto di una casa

Giordano Marazzi, arboricoltore e treeclimber professionista.

Potatura del pinone del Gianicolo, a fine giornata
Potatura del pinone del Gianicolo, a fine giornata

Alessandro Bello, arboricoltore e treeclimber professionista.

Potatura di una quercia, alleggerimento della branca sul tetto.
Potatura di una quercia, alleggerimento della branca sul tetto.

Stefano Raiano, (European Tree Worker - E.T.W), arboricoltore e tree climber professionista, Istruttore di arboricoltura e di treeclimbing presso l’associazione AlberiMaestri.

Potature e ancoraggi dinamici su Pinus pinea a Villa Medici
Potature e ancoraggi dinamici su Pinus pinea secolare a Villa Medici

La grande pericolosità e responsabilità di questo lavoro richiede una specifica formazione e un costante aggiornamento. Due elementi che appartengono ai membri di questa squadra di lavoro!

Cos’è il tree climbing
Il tree-climbing, ovvero arrampicata sugli alberi, è una metodica di lavoro che permette la risalita ed il movimento nella chioma dell’albero nel rispetto delle norme di sicurezza, indipendentemente dalle dimensioni e dall’ubicazione della pianta, attraverso il solo utilizzo di corde. Tale metodica di lavoro non prevede, infatti, l’utilizzo di ramponi, (tranne nel caso di abbattimenti), né di piattaforme aeree. Apparato radicale, fusto e chioma sono quindi tutelati. Per le stesse caratteristiche l’intervento di lavoro risulta silenzioso e discreto.

La potatura nell’Arboricoltura Moderna

Potare: dal latino putare (=’sfrondare, pulire’, poi ‘ritenere, pensare, ipotizzare’ di origine indoeruropea. Es. moderno “puta caso”)

E’ interessante come la parola “potare” abbia, etimologicamente, fra i suoi significati ‘pensare, ipotizzare’. Quando il vero potatore effettua un taglio di una parte viva* di un albero pensa, ipotizza quale potrà essere la reazione dell’albero. In base a come e a quanto si pota si avranno diversi risultati. La potatura è sempre e comunque un atto artificioso eseguito per un obiettivo che ha a che fare con qualche esigenza umana. Essere il più possibile coscienti di tutte le reazioni che possiamo innescare attraverso le varie azioni di potatura ci può consentire di convivere in modo più piacevole e sicuro con i grandi alberi che adornano, rinfrescano e abbelliscono le nostre città.

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* il taglio di rami secchi non è considerato una “potatura”, infatti il termine corretto è ‘rimonda del secco’. Infetti per togliere i rami secchi di un albero non occore né pensare né ipotizzare nulla!!! Specifichiamo che andrebbero tolti solo queli rami secchi che sono pericolosi per l’incolumità umana o che toglono luce ad altri rami verdi che, coscientemente, intendiamo conservare.

La potatura nasce con i cinesi 5000 anni fa. Etnie nomadi ebbero l’esigenza di trasportare nei loro carri alberi da frutta. Necessità fa virtù e fu così che si compresero le migliori tecniche di taglio per conservare il più a lungo possibile gli alberi in vaso. Appresero così i migliori punti dove eseguire i tagli di ritorno per ridurre la crescita della chioma (conoscevano già empiricamente collare e costolatura dei rami) e compresero che ad una potatura della chioma doveva anche essere effettuata una potatura dell’apparato radicale.
Accadde che i giapponesi invasero la Cina. Carpirono ed esportarono in patria le tecniche di coltivazione degli alberi in vaso. In Giappone la coltivazione di alberi in vaso o vassoio ebbe però uno scopo diverso da quello di necessità dei popoli nomadi della Cina. La coltivazione di alberi in vassoio (bonsai = ‘albero in vassoio, piantato in vaso piatto’) ebbe uno spirito legato alla filosofia zen. Questa tradizione continua tutt’oggi. Dal significato del vocabolo giapponese “bonsai” possiamo immaginare che essi avessero già ben compreso ed appurato che l’apparato radicale degli alberi in natura si sviluppa in modo piatto ed orizzontale (’piantato in vaso piatto’).

Corretto disegno di un albero

Corretto disegno di un albero: sarebbe auspicabile che nell'immaginario popolare gli alberi fossero pensati così. La convivenza con loro sarebbe più piacevole, sicura e naturale.

I Giapponesi, nel corso dei secoli, hanno affinato moltissimo le tecniche ed empiricamente sono arrivati a “sapere” già molto di quello che ha scoperto Alex Shigo nel corso della sua vita. Ad esempio, nell’arte bonsai, per svuotare il fusto di un albero si esegue un capitozzo! Ovviamente su un esserino alto pochi centimetri questo fenomeno non ha nulla a che vedere con la stabilità bio meccanica… certo è che su un essere gigante, quale è un albero ornamentale in contesto urbano, lo svuotamento del fusto dovuto ai continui capitozzi è un fenomeno che riguarda la diminuzione della sua stabilità bio meccanica!!! Dunque anche dall’arte bonsai abbiamo un feedback importante riguardo alla pericolosità dei tagli a capitozzo.
Cosa ha a che fare quasta introduzione con la potatura nell’arboricoltura moderna?
Sempre dall’arte bonsai, Massimiliano ed io abbiamo preso spunto per cercare una soluzione al problema delle grosse dimensioni che gli alberi raggiungono rispetto al contesto urbano in cui si trovano a vivere.
Come tutti sanno, uno degli scopi nell’arte bonsai, è quello di mantenere piccoli degli alberi che geneticamente raggiungerebbero dimensioni anche 100 volte maggiori di quelle che si riescono a mantenere in vaso… I cinesi inventarono la “potatura di riduzione della chioma mediante la selezione e sostituzione dell’apice“. I giapponesi, come già accennato prima, affinarono la tecnica.

selezione e sostituzione degli apici

Selezione e sostituzione degli apici

Disegno preso dal sito internet  http://hort.ifas.ufl.edu/woody/ , grazie agli studi del Prof. Ed Gilman.

Questo tipo di taglio, in corrispondenza e nel rispetto del collare e della costolatura dei rami, è quello che gli alberi COMPARTIMENTALIZZANO meglio. Ogni taglio è una ferita. Ogni taglio espone ciò che stava dentro l’albero, protetto dalla corteccia, con l’atmosfera all’esterno. Nell’atmosfera, fra le tante cose, ci sono spore di funghi parassiti che hanno il naturale compito di demolire il legno e farlo tornare terra.

L’Arboricoltura Moderna prende in eredità queste acquisizioni molto antiche e ne fa tutt’oggi uno dei suoi cavalli di battaglia.

Informazioni e strategie per aumentare la sicurezza biomeccanica degli alberi nel contesto urbano

  1. A seguito dei numerosi incidenti avvenuti di recente, compresa la tragica morte di un bambino e di un motociclista romani, a causa della caduta accidentale di alberi o parti di essi, vi invito a leggere di seguito delle considerazioni fondamentali per migliorare la stabilità meccanica degli alberi che vivono in città, fra persone e abitazioni.
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Un cedro del libano (Cedrus libani) fra palazzi… disturbo o fortuna?
Un pino domestico (Pinus pinea) che incombe su una piazza… pericolo o fonte di benessere?

Un pino domestico (Pinus pinea) che incombe su una piazza… pericolo o fonte di benessere?

ALCUNE NOZIONI DI BASE
qualsiasi albero risponde ad un preciso bilancio energetico fra: produzione di sostanze nutritive (molecole a base di zucchero, c6h12o6, che viene effettuata dalle foglie grazie alla fotosintesi clorofilliana) e il consumo di tali sostanze in tutte le altre parti dell’albero (chioma -fiori e frutti compresi, fusto, radici). se per qualsiasi ragione si asporta la vegetazione (in ambito cittadino/urbano ciò avviene con la potatura a verde) le piante tenderanno a ricreare i produttori di cibo (le foglie) nel più breve tempo possibile, per poter continuare a nutrire se stesse.
Esiste un settore dell’ingegneria naturalistica, la biomeccanica, che ha prestato molta attenzione al modo in cui gli alberi si accrescono, resistendo alle forze della natura. la strategia biomeccanica del regno vegetale ruota attorno alla cosiddetta legge della tensione costante. secondo questo principio, gli alberi tendono a ripartire, più uniformemente possibile, il carico lungo tutto il loro corpo ottimizzando la loro struttura in base agli stimoli esterni che ricevono. la struttura albero è in continuo adattamento: quando per una causa esterna si verifica un’alterazione che ne pregiudica l’equilibrio, l’albero mette in atto dei processi di crescita adattativi per bilanciare lo squilibrio indotto.

Per quanto riguarda le “gimnosperme” (conifere varie: ad esempio pini, cedri, abeti…) ci sono delle specifiche da sottolineare. la maggior parte di loro non possiede né gemme dormienti né gemme avventizie lungo il tronco e i rami: in pratica non possono produrre nuova vegetazione (“ricacciare”) dal legno, né dal tronco, né dalle branche. esse possono emettere nuove foglie (gli aghi) solo da gemme che si trovano sulle parti non ancora lignificate, sui rametti ancora verdi. data questa loro caratteristica, se si rimuovono i rametti secondari lungo i rami principali, si va a togliere la possibilità per il ramo di germogliare “indietro”, nel senso della lunghezza e la nuova vegetazione si svilupperà pertanto solo in punta, dove ci saranno le parti ancora verdi, progressivamente i rami si allungheranno sempre di più, costituendo nel tempo leve sempre più svantaggiose fino alla rottura causata dal loro stesso peso.

COME SI AUMENTA LA PERICOLOSITÀ DI UN ALBERO.
fino ad oggi raramente le caratteristiche peculiari di ogni albero sono state prese in considerazione durante le normali pratiche di potatura svolte in ambito urbano. gli alberi vengono potati male nella grande maggioranza dei casi, ignorando del tutto gli studi del settore, la fisiologia dell’albero, la biomeccanica vegetale, i progressi delle conoscenze scientifiche. come si svolgono queste  potature di solito? con tre tecniche fondamentali: la sbrancatura, la coda di leone, e la capitozzatura. vediamo  di cosa si tratta.
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Festival della scienza 2009 - Genova

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Dal 24 al 31 ottobre 2009 Marco Garbini conduce 5 Arbocorsi gratuiti da un’ora ciascuno presso palazzo Tursi in via Garibaldi (GE).

http://www.mentelocale.it/festivaldellascienza/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_25177

I Treeworkers ai Giardini della Landriana

L’8,9,10 ottobre 2010 parteciperemo come ospiti speciali alla fiera della Landriana: nello stand centrale troverete materiale informativo riguardo i srvizi che offriamo e all’interno del giardino, lungo la visita guidata, faremo conoscere le nozioni basi di arboricoltura.

Confermato anche per questa edizione:

L’Arbocorso

Incontri ravvicinati con gli alberi.

Che cos’è?

Una conversazione rilassata ma ricca di informazioni, della durata di un’ora, che vi permetterà di conoscere da vicino il mondo degli alberi e di togliervi dubbi e curiosità.

A chi si rivolge?

L’Arbocorso è per tutti.

Quando si svolge?

Ogni giorno durante la Fiera della Landriana alle 12 e alle 16

Di cosa si parlerà?

Ø      La fisiologia degli alberi: come sono fatti, a cosa servono le varie parti (apparato radicale, fusto, chioma),  alcuni miti da sfatare.

Ø      Le funzioni vitali degli alberi: come vivono? Come respirano? Come si nutrono? Come crescono? Come muoiono?

Ø      La coltivazione: come si piantano gli alberi, come si prepara il terriccio, come si innaffiano e concimano, come non si devono potare e soprattutto come andrebbero potati.

Ø      Infine, per una serena convivenza fra alberi e uomini  (case e marciapiedi, strade e traffico): come scegliere la pianta giusta, evitare rischi, riconoscere potenziali pericoli, intervenire in maniera competente, evitare abbattimenti.

Come si partecipa?
Ci si può iscrivere nel giorno stesso della mostra, oppure prenotando in anticipo al numero 039-6081532 o via e-mail: info@landriana.com

Iscrizione? 10,00 € a persona

Ogni partecipante al corso avrà a disposizione una vera piantina forestale per imparare a maneggiare e curare gli alberi. Al termine del corso potrà portarla con sé.

L’Arbocorso è organizzato e curato da Marco Garbini, arboricoltore certificato a livello europeo.

http://www.aldobrandini.it/sito/giardi/piantine.shtml

Un gruppo di visitatori fa sosta dai Treeworkers sotto la quercia da sughero

Un gruppo di visitatori fa sosta dai Treeworkers sotto la quercia da sughero

Treeworkers in onda su Rai Uno a Super Quark

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I Treeworkers in onda su Rai Uno, giovedì 23 luglio 2009

All’interno di un servizio sulla vita degli alberi in città. E’ per la prima volta nella storia televisiva mondiale che in un servizio televisivo si affrontano i temi della corretta potatura degli alberi in contesto urbano facendo esplicito riferimento all’arboricoltura moderna fondata da Alex L. Shigo.

Dopo una panoramica delle difficoltà che gli alberi affrontano tutti i giorni in città, taglio delle radici, potature scorrette (capitozzature), lesioni ai tronchi, entreremo noi in scena…

I Treeworkers mostreranno le corrette tecniche di potatura per la riduzione dei rischi di cedimento strutturali di rami, branche e/o degli alberi stessi attraverso la tecnica del taglio di ritorno, o sostituzione dell’apice, o conicizzazione del ramo. Sono tre le situazioni nelle quali si svolgono le riprese: un viale di Pinus pinea (pino da pinoli), dei Cedrus deodara (cedro), ubicati all’interno di un condominio ed in parte su strada ad alto scorrimento, dei Liriodendron tulypifera (albero dei tulipani) all’interno di un giardino aperto al pubblico. In tutti e tre i casi l’obiettivo è quello di ridurre i rischi di cedimento degli alberi o di porzioni di essi, diminuendo l’effetto vela e l’effetto leva esercitato dalla chioma.

fasi delle riprese

fasi delle riprese

Nella foto in alto Massimiliano Tonelli esegue il “taglio di ritorno” su una branca basale di Pinus pinea.

Un grazie speciale a Cristina Scardovi, autrice del servizio, la quale ha dimostrato un’autentica passione e sensibilità verso il mondo degli alberi.

Buona visione e arrivederci su questo sito per i reciproci feedbacks!
VEDI L’ARTICOLO SU YOU TUBE: http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=110072623749&h=67x-I&u=CnyZM&ref=mf
I Treeworkers operano sugli alberi presso privati ed enti pubblici, principalmente nel Lazio e in Liguria. Lavorano in tutt’Italia, in particolare sulla costa tirrenica (Toscana, Campania).