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	<title>Treeworkers &#124; gli angeli degli alberi</title>
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	<description>Tecniche di potatura per l'aumento delle aspettative di vita degli alberi in città</description>
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		<title>La potatura nell&#8217;Arboricoltura Moderna</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 06:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Garbini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ALBERI X alberi a case X alberi alto fusto X alberi in città X albero X alessandro X ambiente X arbor training X arboricoltore X arboricoltura X arborist X coda di leone X collare X compartimentalizza]]></category>

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		<description><![CDATA[Potare: dal latino putare (=&#8217;sfrondare, pulire&#8217;, poi &#8216;ritenere, pensare, ipotizzare&#8217; di origine indoeruropea. Es. moderno &#8220;puta caso&#8221;) E&#8217; interessante come la parola &#8220;potare&#8221; abbia, etimologicamente, fra i suoi significati &#8216;pensare, ipotizzare&#8217;. Quando il vero potatore effettua un taglio di una parte viva* di un albero pensa, ipotizza quale potrà essere la reazione dell&#8217;albero. In base a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: center;">Potare: dal latino <em>putare</em><em> </em>(=&#8217;sfrondare, pulire&#8217;, poi &#8216;ritenere, pensare, ipotizzare&#8217; di origine indoeruropea. Es. moderno &#8220;<em><span style="text-decoration: underline;">puta</span></em> caso&#8221;)</h4>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; interessante come la parola &#8220;potare&#8221; abbia, etimologicamente, fra i suoi significati &#8216;pensare, ipotizzare&#8217;. Quando il vero potatore effettua un taglio di una parte <strong>viva</strong>* di un albero <span style="text-decoration: underline;">pensa</span>, <span style="text-decoration: underline;">ipotizza</span> quale potrà essere la reazione dell&#8217;albero. In base a come e a quanto si pota si avranno diversi risultati. La potatura è sempre e comunque un atto artificioso eseguito per un obiettivo che ha a che fare con qualche <strong>esigenza umana</strong>. Essere il più possibile <span style="text-decoration: underline;"><strong>coscienti</strong></span> di tutte le reazioni che possiamo innescare attraverso le varie azioni di potatura ci può consentire di convivere in modo più piacevole e sicuro con i grandi alberi che adornano, rinfrescano e abbelliscono le nostre città.</p>
<p style="text-align: justify;">______________<br />
* il taglio di rami secchi non è considerato una &#8220;potatura&#8221;, infatti il termine corretto è &#8216;rimonda del secco&#8217;. Infetti per togliere i rami secchi di un albero non occore né pensare né ipotizzare nulla!!! Specifichiamo che andrebbero tolti solo queli rami secchi che sono pericolosi per l&#8217;incolumità umana o che toglono luce ad altri rami verdi che, coscientemente, intendiamo conservare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La potatura nasce con i cinesi 5000 anni fa. Etnie nomadi ebbero l&#8217;esigenza di trasportare nei loro carri alberi da frutta. Necessità fa virtù e fu così che si compresero le migliori tecniche di taglio per conservare il più a lungo possibile gli alberi in vaso. Appresero così i migliori punti dove eseguire i tagli di ritorno per ridurre la crescita della chioma (conoscevano già empiricamente collare e costolatura dei rami) e compresero che ad una potatura della chioma doveva anche essere effettuata una potatura dell&#8217;apparato radicale.<br />
Accadde che i giapponesi invasero la Cina. Carpirono ed esportarono in patria le tecniche di coltivazione degli alberi in vaso. In Giappone la coltivazione di alberi in vaso o vassoio ebbe però uno scopo diverso da quello di necessità dei popoli nomadi della Cina. La coltivazione di alberi in vassoio (bonsai = &#8216;albero in vassoio, piantato in vaso piatto&#8217;) ebbe uno spirito legato alla filosofia zen. Questa tradizione continua tutt&#8217;oggi. Dal significato del vocabolo giapponese &#8220;bonsai&#8221; possiamo immaginare che essi avessero già ben compreso ed appurato che l&#8217;apparato radicale degli alberi in natura si sviluppa in modo piatto ed orizzontale (&#8216;piantato in vaso piatto&#8217;).</p>
<div id="attachment_258" class="wp-caption aligncenter" style="width: 366px"><img class="size-full wp-image-258" title="disegno-albero" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/disegno-albero.jpg" alt="Corretto disegno di un albero" width="356" height="187" /><p class="wp-caption-text">Corretto disegno di un albero: sarebbe auspicabile che nell&#39;immaginario popolare gli alberi fossero pensati così. La convivenza con loro sarebbe più piacevole, sicura e naturale.</p></div>
<p style="text-align: justify;">I Giapponesi, nel corso dei secoli, hanno affinato moltissimo le tecniche ed empiricamente sono arrivati a &#8220;sapere&#8221; già molto di quello che ha scoperto Alex Shigo nel corso della sua vita. Ad esempio, nell&#8217;arte bonsai, per svuotare il fusto di un albero si esegue un capitozzo! Ovviamente su un esserino alto pochi centimetri questo fenomeno non ha nulla a che vedere con la stabilità bio meccanica&#8230; certo è che su un essere gigante, quale è un albero ornamentale in contesto urbano, lo svuotamento del fusto dovuto ai continui capitozzi è un fenomeno che riguarda la diminuzione della sua stabilità bio meccanica!!! Dunque anche dall&#8217;arte bonsai abbiamo un feedback importante riguardo alla pericolosità dei tagli a capitozzo.<br />
Cosa ha a che fare quasta introduzione con la <strong>potatura nell&#8217;arboricoltura moderna</strong>?<br />
Sempre dall&#8217;arte bonsai, Massimiliano ed io abbiamo preso spunto per cercare una soluzione al problema delle grosse dimensioni che gli alberi raggiungono rispetto al contesto urbano in cui si trovano a vivere.<br />
Come tutti sanno, uno degli scopi nell&#8217;arte bonsai, è quello di mantenere piccoli degli alberi che geneticamente raggiungerebbero dimensioni anche 100 volte maggiori di quelle che si riescono a mantenere in vaso&#8230; I cinesi inventarono la &#8220;<strong>potatura di riduzione della chioma mediante la selezione e sostituzione dell&#8217;apice</strong>&#8220;. I giapponesi, come già accennato prima, affinarono la tecnica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_260" class="wp-caption aligncenter" style="width: 336px"><a href="http://hort.ifas.ufl.edu/woody/"><img class="size-full wp-image-260 " title="appropriata-riduzione-della-chioma-esempio" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/appropriata-riduzione-della-chioma-esempio.jpg" alt="selezione e sostituzione degli apici" width="326" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Selezione e sostituzione degli apici</p></div>
<p style="text-align: center;"><span lang="IT">Disegno preso dal sito internet  <a href="http://hort.ifas.ufl.edu/woody/">http://hort.ifas.ufl.edu/woody/</a> , grazie agli studi del Prof. Ed Gilman.</span><!--EndFragment--></p>
<p style="text-align: justify;">Questo tipo di taglio, in corrispondenza e nel rispetto del collare e della costolatura dei rami, è quello che gli alberi COMPARTIMENTALIZZANO meglio. Ogni taglio è una ferita. Ogni taglio espone ciò che stava dentro l&#8217;albero, protetto dalla corteccia, con l&#8217;atmosfera all&#8217;esterno. Nell&#8217;atmosfera, fra le tante cose, ci sono spore di funghi parassiti che hanno il naturale compito di demolire il legno e farlo tornare terra.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Arboricoltura Moderna prende in eredità queste acquisizioni molto antiche e ne fa tutt&#8217;oggi uno dei suoi cavalli di battaglia.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Informazioni e strategie per aumentare la sicurezza biomeccanica degli alberi nel contesto urbano</title>
		<link>http://www.treeworkers.it/2009/07/informazioni-e-strategie-per-aumentare-la-sicurezza-biomeccanica-degli-alberi-nel-contesto-urbano/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 15:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Garbini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A seguito dei numerosi incidenti avvenuti di recente, compresa la tragica morte di un bambino e di un motociclista romani, a causa della caduta accidentale di alberi o parti di essi, vi invito a leggere di seguito delle considerazioni fondamentali per migliorare la stabilità meccanica degli alberi che vivono in città, fra persone e abitazioni.]]></description>
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<li>A seguito dei numerosi incidenti avvenuti di recente, compresa la tragica morte di un bambino e di un motociclista romani, a causa della caduta accidentale di alberi o parti di essi, vi invito a leggere di seguito delle considerazioni fondamentali per migliorare la stabilità meccanica degli alberi che vivono in città, fra persone e abitazioni.</li>
</ol>
<dl id="attachment_24" class="wp-caption alignleft" style="width: 131px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-24" title="foto1" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/foto1.jpg" alt="TreeWorkers" width="121" height="161" /> </dt>
<dd class="wp-caption-dd">Un cedro del libano (Cedrus libani) fra palazzi… disturbo o fortuna?</dd>
</dl>
<div id="attachment_53" class="wp-caption alignright" style="width: 143px"><img class="size-medium wp-image-53" title="Pinus pinea su una piazza" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/100_0463-222x300.jpg" alt="Un pino domestico (Pinus pinea) che incombe su una piazza… pericolo o fonte di benessere?" width="133" height="180" /><p class="wp-caption-text">Un pino domestico (Pinus pinea) che incombe su una piazza… pericolo o fonte di benessere?</p></div>
<p><strong>ALCUNE NOZIONI DI BASE</strong><br />
qualsiasi albero risponde ad un preciso bilancio energetico fra: produzione di sostanze nutritive (molecole a base di zucchero, c6h12o6, che viene effettuata dalle foglie grazie alla fotosintesi clorofilliana) e il consumo di tali sostanze in tutte le altre parti dell’albero (chioma -fiori e frutti compresi, fusto, radici). se per qualsiasi ragione si asporta la vegetazione (in ambito cittadino/urbano ciò avviene con la potatura a verde) le piante tenderanno a ricreare i produttori di cibo (le foglie) nel più breve tempo possibile, per poter continuare a nutrire se stesse.<br />
Esiste un settore dell’ingegneria naturalistica, la biomeccanica, che ha prestato molta attenzione al modo in cui gli alberi si accrescono, resistendo alle forze della natura. la strategia biomeccanica del regno vegetale ruota attorno alla cosiddetta legge della tensione costante. secondo questo principio, gli alberi tendono a ripartire, più uniformemente possibile, il carico lungo tutto il loro corpo ottimizzando la loro struttura in base agli stimoli esterni che ricevono. la struttura albero è in continuo adattamento: quando per una causa esterna si verifica un&#8217;alterazione che ne pregiudica l&#8217;equilibrio, l&#8217;albero mette in atto dei processi di crescita adattativi per bilanciare lo squilibrio indotto.</p>
<p>Per quanto riguarda le “gimnosperme” (conifere varie: ad esempio pini, cedri, abeti…) ci sono delle specifiche da sottolineare. la maggior parte di loro non possiede né gemme dormienti né gemme avventizie lungo il tronco e i rami: in pratica non possono produrre nuova vegetazione (“ricacciare”) dal legno, né dal tronco, né dalle branche. esse possono emettere nuove foglie (gli aghi) solo da gemme che si trovano sulle parti non ancora lignificate, sui rametti ancora verdi. data questa loro caratteristica, se si rimuovono i rametti secondari lungo i rami principali, si va a togliere la possibilità per il ramo di germogliare “indietro”, nel senso della lunghezza e la nuova vegetazione si svilupperà pertanto solo in punta, dove ci saranno le parti ancora verdi, progressivamente i rami si allungheranno sempre di più, costituendo nel tempo leve sempre più svantaggiose fino alla rottura causata dal loro stesso peso.</p>
<p><strong>COME SI AUMENTA LA PERICOLOSITÀ DI UN ALBERO.</strong><br />
fino ad oggi raramente le caratteristiche peculiari di ogni albero sono state prese in considerazione durante le normali pratiche di potatura svolte in ambito urbano. gli alberi vengono potati male nella grande maggioranza dei casi, ignorando del tutto gli studi del settore, la fisiologia dell&#8217;albero, la biomeccanica vegetale, i progressi delle conoscenze scientifiche. come si svolgono queste  potature di solito? con tre tecniche fondamentali: la sbrancatura, la coda di leone, e la capitozzatura. vediamo  di cosa si tratta.<br />
<span id="more-21"></span></p>
<ul>
<li>la cosiddetta “<strong>SBRANCATURA</strong>” si effettua asportando tutti i rami bassi (in gergo, per i pini e gli abeti, viene anche detto “<em>togliere le corone</em>”) lasciando solo un ciuffo di chioma apicale, l’albero sembra uno spazzolino del cesso! come effetto immediato,  la pianta reagisce all’asportazione di foglie (i produttori di cibo, vedi sopra)  ricreando foglie in abbondanza sui rami rimasti alla sommità, quindi cresce sempre più in alto, innalzando così il punto di applicazione delle forze del vento, che di conseguenza avrà più gioco sull’intera altezza della pianta e tenderà a scalzarla esercitando un effetto-leva lungo l’intera  struttura. Inoltre, rimuovendo i rami bassi, si espongono improvvisamente al vento rami che fino ad allora sono stati protetti all&#8217;interno della chioma e che non sono mai stati oggetto di tensione dinamica (gli stimoli esterni) e non hanno sviluppato quindi la giusta elasticità nei tessuti di sostegno. Spesso questi rami interni si &#8220;<strong>appoggiavano</strong>&#8221; su un ramo inferiore, e quando quest&#8217;ultimo viene asportato viene a mancare il sostegno al ramo superiore col conseguente crollo dello stesso. in realtà, su tutti gli alberi che vivono in contesto urbano, è fortemente sconsigliato innalzare la chioma togliendo le corone: più è alto un albero, maggiore è l’effetto  esercitato dal vento, che agisce sulla vegetazione come fosse una vela di una nave (effetto-vela). la chioma va considerata come un insieme bilanciato, che subisce continuamente sollecitazioni meccaniche, il suo equilibrio dunque è fondamentale per  contrastare la forza del vento.</li>
</ul>
<div id="attachment_54" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-54" title="Sbrancatura orribile su due poveri Pinus pinea" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/img_0693-225x300.jpg" alt="Sbrancatura orribile su due poveri Pinus pinea, come se non bastasse hanno aggiunto la coda di leone..." width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">Sbrancatura orribile su due poveri Pinus pinea, come se non bastasse hanno aggiunto la coda di leone...</p></div>
<ul>
<li>la “<strong>CODA DI LEONE</strong>”. tale procedura consiste nell’asportare tutti i rami e rametti laterali di una branca lasciando solo la vegetazione in punta. si sottolinea che i ciuffi apicali sono i più pesanti perché più turgidi ovvero maggiormente rigonfi d’acqua. il ramo così potato, con  questo ciuffo di foglie all’apice, diventa nel tempo sempre più rigido: in pratica un bastone cilindrico con un peso in punta, privo di rametti secondari o “<strong>affluenti</strong>” che ne avrebbero mantenuto e aumentato:
<ul>
<li>a.    la conicità (come un fiume che aumenta gradualmente di diametro con gli affluenti laterali così il ramo o la branca laterale mantiene o aumenta il suo diametro progressivamente con l’affluenza di rametti laterali);</li>
<li>b.    l’elasticità ovvero la resistenza ai carichi dinamici (incoraggiare la crescita di rametti laterali permette invece di bilanciare il peso del ramo distribuendolo su tutta la sua lunghezza);</li>
<li>c.    e la resistenza ai carichi statici (pioggia, nebbia o neve). Questo crea una leva svantaggiosa con altissime probabilità di rottura.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li>la “CAPITOZZATURA” (conosciuta anche come decapitazione o mutilazione degli alberi). è importante sapere che questa pratica di taglio ormai diffusa su tutto il territorio nazionale sta lentamente ma efficacemente distruggendo tutto il patrimonio arboreo che la subisce: il capitozzo è una vera e propria mutilazione e decapitazione dell’albero. E&#8217; vero che nel brevissimo tempo risolve i problemi di sicurezza e scioglie le emozioni di fastidio, oppressione e paura ma è altrettanto vero che dopo il primo anno dal capitozzo i problemi e gli stimoli che hanno motivato l’azione si moltiplicano:
<ul>
<li>a.    la pianta nel più breve tempo possibile ricrea tutta la chioma che gli è stata asportata! L’albero si crea il proprio nutrimento nelle foglie… la reazione vigorosa che si nota dopo un capitozzo è solamente il disperato tentativo di ricreare nel più breve tempo possibile l’intero apparato fogliare, unica parte dell’albero in grado di produrre cibo per tutte le sue cellule!!!</li>
<li>b.    dal punto di taglio inizia un deterioramento, una degradazione, uno sbriciolamento delle cellule interne del tronco, in altre parole inizia un processo irreversibile di carie che demolirà il legno interno fino alla base del fusto e proseguendo per le radici. anno dopo anno la pianta sarà sempre più debole e quindi più pericolosa!</li>
<li>c.    i rami nuovi che crescono nascono in prossimità del taglio attaccati al fusto con saldature lignee deboli, fragili, facilmente suscettibili alle forze del vento. spesso si scrosciano e cadono a terra…</li>
<li>d.    per il raggiungimento dei propri obiettivi, l’intervallo di tempo fra un capitozzo e l’altro è più breve dell’intervallo di tempo tra una corretta riduzione della chioma con taglio di ritorno, quindi è più costoso!</li>
<li>e.    il capitozzo è brutto e fa apparire male: è segno di ignoranza e la voce si sta spargendo sempre di più…</li>
</ul>
</li>
</ul>
<div id="attachment_55" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><img class="size-medium wp-image-55" title="Ippocastano capitozzato" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/dscn1231-300x225.jpg" alt="La carie arriva fino alla base..." width="180" height="135" /><p class="wp-caption-text">La carie arriva fino alla base...</p></div>
<div id="attachment_56" class="wp-caption alignright" style="width: 92px"><img class="size-full wp-image-56" title="Capitozzi stradali" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/images.jpeg" alt="Capitozzi stradali, rovinano il paesaggio e aumentano i rischi di cedimento a medio e lungo termine." width="82" height="123" /><p class="wp-caption-text">Capitozzi stradali, rovinano il paesaggio e aumentano i rischi di cedimento a medio e lungo termine.</p></div>
<p>Per queste ragioni, dopo le potature scorrette e mal eseguite, si assiste spesso alla rottura dei rami: la sbrancatura, la coda di leone e la capitozzatura  non scongiurano, ma innalzano il rischio di rottura.</p>
<p>E&#8217; da notare che gli alberi  non &#8220;<strong>devono</strong>&#8221; essere potati così, queste sono solo le tecniche più diffuse fin’ora in italia: più veloci, più facili, non richiedono competenze specifiche e quindi possono essere fatte da manodopera a basso costo.<br />
ma queste tecniche sono del tutto erronee e pericolose.</p>
<h3>Come si dovrebbe potare allora?</h3>
<h3>E&#8217; possibile convivere in modo sicuro e piacevole con gli alberi?</h3>
<p><strong>STRATEGIE DI CONVIVENZA FRA ALBERI, ABITAZIONI E PERSONE IN CONTESTO URBANO PER UNA PIÙ SICURA CONVIVENZA NEL TEMPO.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<div id="attachment_57" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><img class="size-medium wp-image-57" title="Quercus suber secolare" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/p1010022-300x225.jpg" alt="Amore per gli alberi significa anche conoscerli." width="270" height="203" /><p class="wp-caption-text">Amore per gli alberi significa anche conoscerli.</p></div>
<p><strong>LA CORRETTA POTATURA </strong></p>
<p>Su tutti gli alberi che vivono in contesto urbano prima o poi diventa necessario effettuare delle potature. in base alle esigenze logistiche andrà effettuata la potatura più adeguata alle circostanze. Ecco alcuni esempi che avvengono più di frequente.<br />
o    Appena piantato un albero necessiterà della <strong>potatura di formazione della chioma</strong>: l’obiettivo è di aiutare il giovane albero a diventare un albero solido e di bell’aspetto. la struttura dell’albero può essere migliorata sopprimendo delle branche laterali per assicurare una solida struttura quando l’albero sarà vecchio. le branche dovranno essere uniformemente spaziate e distribuite nella chioma. le branche con un’inserzione debole, con corteccia inclusa dovranno essere eliminate o ridotte. così come i rami deboli o danneggiati o quelli che incrociandosi si danneggiano a vicenda. va mantenuto e favorito lo sviluppo dell’apice centrale che costituirà nel tempo il tronco centrale dell’albero.<br />
o    Per favorire o permettere il passaggio pedonale e delle automobili si effettuerà la <strong>potatura di innalzamento della chioma</strong>: consiste nell’eliminazione delle branche inferiori o (nel caso di grosse branche) nella loro preparazione alla potatura per favorire la formazione del “collare del ramo”. al fine di evitare eventuali squilibri, la chioma dovrà rappresentare almeno i due terzi dell’altezza totale dell’albero.<br />
o    Quando un albero inizia a raggiungere dimensioni notevoli e si vede che andrà a cozzare con edifici o infrastrutture o quando s’ipotizza che una branca troppo lunga possa spezzarsi sotto il suo stesso peso è fortemente raccomandata una tecnica di potatura che rispetti la fisiologia e la fisica della pianta, applicando il metodo da noi chiamato:<strong> selezione degli apici per la conicizzazione della struttura vegetale.</strong> Di seguito è spiegato in cosa consiste…</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-60" title="Conicizzazione dei rami" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/p10208143-300x225.jpg" alt="Riduzione del momento flettente mediante sostituzione degli apici su branche laterali di Pinus pinea." width="300" height="225" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Riduzione del momento flettente mediante selezione degli apici su branche laterali di Pinus pinea.</dd>
<p>La branca sulla quale sto eseguendo dei tagli insisteva su dei balconi di un edificio e mi era stato chiesto di toglierla. Grazie a questo tipo di intervento è stato possibile conservarla.<br />
LA CONSERVAZIONE DELLE BRANCHE SU UN PINO IN CITTà è FONDAMENTALE PER LA CONICITA&#8217; DEL FUSTO.<br />
<strong>Più un fusto è conico e più esso è robusto!</strong></div>
<ul>
<li>Anzitutto occorre fare pulizia, per mantenere l’albero nella miglior condizione possibile. si eliminano tutti i rami secchi, le branche morte, morenti, malate, in competizione con altre branche, in soprannumero, con inserzioni deboli ed a volte quelle con scarso vigore.</li>
<li>Poi si prosegue col diradamento della chioma. tale procedura consiste nell’eliminazione di una piccola parte dei rami secondari vivi e di piccolo diametro, in percentuale  che non superi  il 15% della chioma verde. il risultato deve essere un  fogliame uniformemente distribuito su  rami ben spaziati tra loro. il diradamento non modifica né la dimensione né la forma dell’albero.</li>
</ul>
<p>Questi due approcci favoriscono una maggiore illuminazione interna, fondamentale per tenere in vita le foglie dei rametti laterali. questo fogliame, anche se di scarso vigore, rappresenta un potenziale ramo apicale del futuro e garantisce, a livello architettonico e biomeccanico, conicità all’intera struttura-albero. inoltre, la vegetazione diradata ed alleggerita, offre una minore  resistenza al vento evitando quindi  l’effetto vela e le rotture dei rami.</p>
<div id="attachment_61" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-61" title="Sostituzione dell'apice" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/dscn0290-300x225.jpg" alt="Sostituzione dell'apice e conseguente alleggerimento della branca." width="300" height="225" /></dt>
<p><span style="line-height: 17px; font-size: 11px;">Sostituzione e selezione dell&#8217;apice e conseguente alleggerimento di una branca basale. </span><br />
<span style="line-height: 17px; font-size: 11px;">Come è ben evidente tutti i rametti latrali posteriori all&#8217;apice sono stati scrupolosamente conservati. Per trer motivi principali. Primo, sono gli &#8220;affluenti&#8221; che garantiscono l&#8217;accrescimento conico del ramo. Secondo, crescendo, ricostituiranno la complessità della chioma necessaria a sopportare meglio la forza del vento. Terzo, anostro avviso, il pino è più bello.</span></p>
</dl>
</div>
<p>Per contenere la chioma, su tutte le cime viene eseguito  un taglio sull&#8217;apice più pesante,  accorciandole fino ad un rametto laterale o un apice secondario di dimensioni appropriate. In pratica la pianta viene “spuntata”. Quando si effettua il taglio di ritorno, si pone attenzione alla proporzione fra il ramo che si rimuove e quello  rimanente, che  deve essere di poco più piccolo, almeno un terzo, per garantire armonia, equilibrio e sicurezza.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_201" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-201" title="Pinus pinea Sessa Aurunca" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/100_0487-300x222.jpg" alt="Prima della potatura" width="300" height="222" /><p class="wp-caption-text">Prima della potatura.</p></div>
<div id="attachment_202" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-202 " title="Dopo la potatura." src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/dscn0343-300x225.jpg" alt="Su questo pino abbiamo effettuato il tipo di taglio mostrato nella foto sopra su tutte le branche basali e mediane." width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Su questo pino abbiamo effettuato il tipo di taglio mostrato nella foto sopra su tutte le branche basali e mediane.</p></div>
<p>Togliere un piccolo peso all&#8217;estremità di una leva significa diminuire enormemente il carico sull’eventuale punto di rottura. Spuntando la vegetazione all&#8217;estremità dei rami, lasciando tutti i rametti posteriori al vecchio apice:</p>
<ol>
<li><strong>si riduce l’effetto leva responsabile della rottura di branche, rami e/o alberi interi;</strong></li>
<li><strong>si conicizza la struttura;</strong></li>
<li><strong>si mantiene complessa l&#8217;architettura della chioma.</strong></li>
</ol>
<p>Recenti studi sulla reazione delle chiome al vento hanno mostrato che più una chioma è intricata e complessae  meglio risponde alle forze del vento (Raimboult, Gilman).</p>
<div id="attachment_83" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-83" title="Prima della potatura" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/p1000562-300x225.jpg" alt="Prima della potatura." width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Prima della potatura.</p></div>
<div id="attachment_84" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-84 " title="Dopo la potatura" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/p1000570-300x225.jpg" alt="Dopo la potatura effettuando tagli di ritorno e sostituzioni degli apici" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Dopo la potatura effettuando tagli di ritorno e sostituzioni degli apici. Solitamente branche come questa, dove è in piedi Giordano, vengono asportate perché ritenute pericolose. In realtà è più pericoloso toglierle o lasciarle com&#39;erano. Ogni branca sostiene quella sopra di essa, fino all&#39;apice. </p></div>
<p>Dopo questo passaggio la forma dell’albero rimane la stessa (si intende lo scheletro dell’architettura arborea) mentre viene diminuita la dimensione. alla fine di questo intervento abbiamo un triplice risultato al livello bio meccanico:</p>
<ol>
<li>riduciamo l’effetto leva e  l’effetto vela;</li>
<li>“Conicizziamo” la struttura dei rami e dell’albero intero: il diametro dell’albero in ogni sua parte continua ad aumentare regolarmente mentre la lunghezza dei rami e l’altezza dei rami sono rallentati.</li>
<li>rispettiamo la fisiologia dell’albero: ogni taglio è una ferita, con il taglio di ritorno, queste vengono chiuse nel più breve tempo possibile.</li>
</ol>
<p>Una buona potatura effettuata secondo questi criteri può permettere di rimuovere fino al 30% della vegetazione senza che la bellezza dell&#8217;albero sia alterata. l&#8217;effetto finale è armonioso e sano, la pianta   appare integra, benché più leggera e più sicura.</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<div id="attachment_80" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><strong><img class="size-medium wp-image-80" title="Fasi di lavoro su Cedrus deodara..." src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/p1030795-300x225.jpg" alt="Fasi di lavoro su Cedrus deodara..." width="300" height="225" /></strong><p class="wp-caption-text">Fasi di lavoro su Cedrus deodara...</p></div>
<p><strong></strong></p>
<p>riassumendo, per aumentare la sicurezza di un albero in città occorre:</p>
<ul>
<li>alleggerire e diradare la chioma diminuendo la resistenza al vento, ridurre l&#8217; effetto vela;</li>
<li>spuntare i rami  per ridurre il peso sulla cima e minimizzare l&#8217;effetto leva.</li>
</ul>
<div id="attachment_81" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-81" title="Prima della potatura" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/p1040753-2-300x225.jpg" alt="Prima della potatura" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Prima della potatura</p></div>
<div id="attachment_82" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-82" title="Dopo la potatura" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/p1040787-2-300x225.jpg" alt="Dopo la potatura effettuando diradamento e riduzione della chioma con taglio di ritorno" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Dopo la potatura effettuando diradamento e riduzione della chioma con taglio di ritorno</p></div>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>E&#8217; da ricordare che la potatura non s’intende risolutiva nell’intervento in sé, ma va considerata all’interno di un progetto di potature con interventi ritmici nel tempo. infatti le piante reagiscono alle potature eseguite in modo unico caso per caso. in base alle reazioni si eseguirà il successivo intervento.</p>
<p>E&#8217; praticamente impossibile profetizzare sul futuro di un essere vivente. è invece possibile elaborare una strategia di diminuzione dei rischi in base alla scienza, all’arte e al buonsenso.</p>
<div id="attachment_197" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-197" title="Prima della potatura" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/dsc00090-300x225.jpg" alt="Prima della potatura" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Prima della potatura</p></div>
<div id="attachment_199" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-199" title="Dopo la potatura" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/dsc001171-300x225.jpg" alt="Dopo la potatura" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Dopo la potatura</p></div>
<p><strong>CONVIVENZA CON L’APPARATO RADICALE DEL IN CONTESTO URBANO.</strong></p>
<p>L’apparato radicale di un albero, oltre alle funzioni di assorbimento, trasporto e immagazzinamento di sostanze utili per la vita della pianta, assolve alla funzione biomeccanica di ancoraggio dell’albero al terreno. e&#8217; evidente che se si tagliano le radici viene a mancare questo ancoraggio ed è impossibile che un albero rimanga in piedi. se ne deduce quindi che le radici di un albero andrebbero tenute integre a qualunque costo, soprattutto in  vicinanza di abitazioni, strade ad alto scorrimento, passaggi pedonale, per il rischio altissimo che schianti e crolli improvvisi possono comportare sulla popolazione.<br />
l&#8217;azione dell&#8217;uomo invece  spesso implica interventi potenzialmente pericolosissimi per la salute delle radici e quindi la stabilità dell&#8217;albero: la posa di un prato con conseguente irrigazione alberi che hanno passato i primi 40 anni della loro vita in regime di asciutto (le radici vanno in asfissia, poi in marcescenza e muoiono); taglio delle radici per far passare cavi e impianti, per fare nuovi vialetti, per riasfaltare la strada, perché il marciapiede è sconnesso; modifica del piano di campagna con riporto di terreno o anche asporto dello stesso, con esposizione delle radici. e potrei continuare.<br />
l’apparato radicale degli alberi si sviluppa alla continua ricerca di acqua e aria. le radici hanno bisogno di ossigeno per vivere. l’aria si trova, mescolata con le particelle del terreno,  fino a circa 60-80 cm di profondità (a seconda  della struttura del terreno: in un terreno sassoso la profondità aumenta, in un terreno argilloso diminuisce). le radici vivono in questo strato, poroso ed ossigenato. nonostante quanto si crede, infatti, l’apparato radicale degli alberi si sviluppa parallelo al terreno, poco al di sotto di esso, e non in profondità quasi a rispecchiare la chioma – questa è una tenace leggenda metropolitana.</p>
<p>Dunque il sistema radicale si estende in larghezza, per un diametro pari a una volta e mezzo la proiezione della chioma sul terreno. sappiamo ciò riguardo i pinus pinea per esperienza diretta, quante volte abbiamo visto alberi ribaltati con un apparato radicale piatto come un disco!</p>
<p>Purtroppo pini collocati lungo marciapiedi asfaltati, a fianco di strade, vicino a pavimentazioni, si trovano a vivere in un terreno asfittico, sterile, asciutto, quindi vanno a cercare umidità e aria dove la trovano: in alto. allargano sempre più questo apparato radicale già di per sé poco profondo alla ricerca delle condizioni necessarie alla loro sopravvivenza, e così facendo insinuano le radici nello strato fra l’asfalto e il terreno sottostante, vanno a scalzare le strade, divelgono lastricati, deformano i marciapiedi.</p>
<p>nella speranza che questa lettera venga accolta come un contributo alla elaborazione di un nuovo approccio nella cura e la tutela delle piante, per il benessere collettivo e l&#8217;interesse dell’intera cittadinanza italiana,  vi porgo cordiali saluti.</p>
<p><strong>2 maggio 2009 </strong></p>
<p><strong>Marco Garbini, </strong><br />
Certified European Tree Worker, insegnante di arboricoltura e treeclimbing presso privati.</p>
<p>Seguono i nominativi e le firme di approvazione per questo documento da parte di:</p>
<p><strong>Massimiliano Tonelli</strong>,<br />
Certified European Tree Worker, istruttore di treeclimbing presso la Scuola Agraria del Parco di Monza</p>
<p><strong>Giordano Marazzi</strong>,<br />
Arboricoltore e tecnico parchi giardini e ville storiche</p>
<p><strong>Alessandro Bello</strong>,<br />
Arboricoltore e agrotecnico</p>
<p><strong>Stefano Raiano</strong>,<br />
Arboricoltore e vice istruttore di arboricoltura e treeclimbing presso l&#8217;Associazione Alberi Maestri.</p>
<p><strong>Alessandra Vinciguerra</strong>,<br />
Superintendent of the gardens,  American Academy in Rome, via Masina 5, Roma;<br />
Direttrice,  giardini La Mortella, via f. Calise 39, Forio d’Ischia</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli angeli degli alberi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 15:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Garbini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appassionati, professionali ed in continuo aggiornamento, abbiamo formato una squadra di altissimo livello tecnico operando direttamente noi sugli alberi dei nostri clienti. Fin dall&#8217;inizio della nostra attività abbiamo dato spazio alla divulgazione e alla formazione nel campo dell&#8217;arboricoltura ornamentale. Lavoriamo in tutt&#8217;Italia con l&#8217;obiettivo di offrire la massima qualità possibile nei servizi svolti. Attualmente abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Appassionati, professionali ed in continuo aggiornamento, abbiamo formato una squadra di altissimo livello tecnico <span style="text-decoration: underline;">operando direttamente</span> noi sugli alberi dei nostri clienti.<br />
Fin dall&#8217;inizio della nostra attività abbiamo dato spazio alla <span style="text-decoration: underline;">divulgazione</span> e alla <span style="text-decoration: underline;">formazione</span> nel campo dell&#8217;<strong><em>arboricoltura ornamentale</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavoriamo in tutt&#8217;Italia con l&#8217;obiettivo di offrire la massima qualità possibile nei servizi svolti. Attualmente abbiamo due sedi: una in <strong>Liguria</strong> (Ronco Scrivia &#8211; GE) ed una nel <strong>Lazio</strong> (Roma).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Garbini,</strong> <span style="text-decoration: underline;">opera in Liguria</span> è il primo ad ottenere la certificazione europea di arboricoltore (<strong>European Tree Worker &#8211; E.T.W. &#8211; Certified Arborist, </strong>- 14 dicembre 2002, a Marghera), dal Lazio in giù! Creatore del sito internet. Inventore dell&#8217;Arbocorso, si occupa in prima persona della divulgazione scientifica dell&#8217;arboricoltura moderna fondata da Alex L. Shigo presso fiere, scuole elementari, medie e superiori.<br />
Mico Beta Tester 2010, per testare i nuovi prodotti &#8220;<strong>Mico</strong>&#8220; nel nostro specifico lavoro (http://www.micobetatester.it &#8211; http://www.mico.it).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esaminatore E.T.W. ITALIA</strong> alla certificazione E.T.W &#8211; E.T.T. di Torino del 10 dicembre 2010 e quella di Assisi del 1° ottobre 2011.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Insegnante di potatura</strong> presso il gruppo <strong><a href="http://www.formazione3t.it" target="_blank">Formazione 3t</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Cellulare: 393 9151580</p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_222" class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-222" title="Rimonda del secco sulla Chorisia speciosa ai Giardini de La Mortella" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/img_2726-200x300.jpg" alt="Rimonda del secco sulla Chorisia speciosa ai Giardini de La Mortella" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Rimonda del secco sulla Chorisia speciosa ai Giardini de La Mortella</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Massimiliano Tonelli </strong>(<strong>European Tree Worker </strong>- <strong>E.T.W</strong>. &#8211; <strong>Certified Arborist</strong>) è il primo arboricoltore professionista a lavorare a Roma. Istruttore di treeclimbing presso la Scuola Agraria del Parco di Monza. Maestro di potatura degli alberi.<br />
<strong> Esaminatore E.T.W. ITALIA</strong> alla certificazione E.T.W &#8211; E.T.T. di Torino del 10 dicembre 2010.<br />
Cellulare: 347 3519277</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_48" class="wp-caption aligncenter" style="width: 378px;">
<dt class="wp-caption-dt" style="text-align: justify;"><img class="size-large wp-image-48   " title="Potatura di una quercia" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/malicanti-foto-giordy-sara-021-1024x682.jpg" alt="Potatura di una quercia con rami da alleggerire sopra il tetto di una casa" width="368" height="245" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Potatura di una quercia con rami da alleggerire sopra il tetto di una casa</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giordano Marazzi</strong>, arboricoltore e treeclimber professionista.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_44" class="wp-caption aligncenter" style="width: 378px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-large wp-image-44  " title="Potatura del pinone del Gianicolo " src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/p1050157-1024x768.jpg" alt="Potatura del pinone del Gianicolo, a fine giornata" width="368" height="277" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Potatura del pinone del Gianicolo, a fine giornata</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandro Bello</strong>, arboricoltore e treeclimber professionista.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_45" class="wp-caption aligncenter" style="width: 378px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-large wp-image-45  " title="Potatura di una quercia" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/dscn1653-1024x768.jpg" alt="Potatura di una quercia, alleggerimento della branca sul tetto." width="368" height="277" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Potatura di una quercia, alleggerimento della branca sul tetto.</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stefano Raiano</strong>, (<strong>European Tree Worker &#8211; E.T.W</strong>), arboricoltore e tree climber professionista, <strong><span><strong>Istruttore di arboricoltura e di treeclimbing presso l’associazione AlberiMaestri</strong></span></strong>.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_46" class="wp-caption aligncenter" style="width: 378px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-large wp-image-46  " title="Potature e ancoraggi dinamici su Pinus pinea" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/immagine-120-1023x768.jpg" alt="Potature e ancoraggi dinamici su Pinus pinea a Villa Medici" width="368" height="277" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Potature e ancoraggi dinamici su Pinus pinea secolare a Villa Medici</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">La grande pericolosità e responsabilità di questo lavoro richiede una specifica formazione e un costante aggiornamento. Due elementi che appartengono ai membri di questa squadra di lavoro!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cos&#8217;è il tree climbing</strong><br />
Il tree-climbing, ovvero arrampicata sugli alberi, è una metodica di lavoro che permette la risalita ed il movimento nella chioma dell&#8217;albero nel rispetto delle norme di sicurezza, indipendentemente dalle dimensioni e dall&#8217;ubicazione della pianta, attraverso il solo utilizzo di corde. Tale metodica di lavoro non prevede, infatti, l&#8217;utilizzo di ramponi, (tranne nel caso di abbattimenti), né di piattaforme aeree. Apparato radicale, fusto e chioma sono quindi tutelati. Per le stesse caratteristiche l&#8217;intervento di lavoro risulta silenzioso e discreto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Festival della scienza 2009 &#8211; Genova</title>
		<link>http://www.treeworkers.it/2009/06/festival-della-scienza-2009-genova/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 21:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Garbini</dc:creator>
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<p>Dal 24 al 31 ottobre 2009 Marco Garbini conduce 5 Arbocorsi gratuiti da un&#8217;ora ciascuno presso palazzo Tursi in via Garibaldi (GE).</p>
<p><a href="http://www.mentelocale.it/festivaldellascienza/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_25177">http://www.mentelocale.it/festivaldellascienza/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_25177</a></p>
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		<title>I Treeworkers ai Giardini della Landriana</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 05:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Garbini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;8,9,10 ottobre 2010 parteciperemo come ospiti speciali alla fiera della Landriana: nello stand centrale troverete materiale informativo riguardo i srvizi che offriamo e all&#8217;interno del giardino, lungo la visita guidata, faremo conoscere le nozioni basi di arboricoltura. Confermato anche per questa edizione: L&#8217;Arbocorso Incontri ravvicinati con gli alberi. Che cos&#8217;è? Una conversazione rilassata ma ricca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>L&#8217;</span><strong>8,9,10 ottobre 2010</strong> parteciperemo come ospiti speciali alla fiera della Landriana: nello stand centrale troverete materiale informativo riguardo i srvizi che offriamo e all&#8217;interno del giardino, lungo la visita guidata, faremo conoscere le nozioni basi di arboricoltura.</p>
<p>Confermato anche per questa edizione:<br />
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<p><em></p>
<h3><strong>L&#8217;Arbocorso</strong></h3>
<p class="MsoNormal"><strong>Incontri ravvicinati con gli alberi.</strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-style: normal;"> </span><em><span style="font-style: normal;">Che cos&#8217;è?</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;">Una conversazione rilassata ma ricca di informazioni, della durata di un&#8217;ora, che vi permetterà di conoscere da vicino il mondo degli alberi e di togliervi dubbi e curiosità.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;"> A chi si rivolge?</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;">L&#8217;Arbocorso è per tutti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;"> Quando si svolge?</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;">Ogni giorno durante la Fiera della Landriana alle 12 e alle 16</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;"> Di cosa si parlerà?</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;">Ø      La fisiologia degli alberi: come sono fatti, a cosa servono le varie parti (apparato radicale, fusto, chioma),  alcuni miti da sfatare.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;"> Ø      Le funzioni vitali degli alberi: come vivono? Come respirano? Come si nutrono? Come crescono? Come muoiono?</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;"> Ø      La coltivazione: come si piantano gli alberi, come si prepara il terriccio, come si innaffiano e concimano, come non si devono potare e soprattutto come andrebbero potati.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;"> Ø      Infine, per una serena convivenza fra alberi e uomini  (case e marciapiedi, strade e traffico): come scegliere la pianta giusta, evitare rischi, riconoscere potenziali pericoli, intervenire in maniera competente, evitare abbattimenti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;"> Come si partecipa?<br />
Ci si può iscrivere nel giorno stesso della mostra, oppure prenotando in anticipo al numero 039-6081532 o via e-mail: info@landriana.com</span></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;"> Iscrizione? 10,00 € a persona</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;">Ogni partecipante al corso avrà a disposizione una vera piantina forestale per imparare a maneggiare e curare gli alberi. Al termine del corso potrà portarla con sé.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;"> L&#8217;Arbocorso è organizzato e curato da Marco Garbini, arboricoltore certificato a livello europeo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;">http://www.aldobrandini.it/sito/giardi/piantine.shtml</span></span></p>
<p></em></p>
<p><em><!--EndFragment--> </em></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<div id="attachment_38" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-38" title="rimg04371" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/rimg04371-300x225.jpg" alt="Un gruppo di visitatori fa sosta dai Treeworkers sotto la quercia da sughero" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Un gruppo di visitatori fa sosta dai Treeworkers sotto la quercia da sughero</p></div>
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		<title>Treeworkers in onda su Rai Uno a Super Quark</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 13:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Garbini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cialis online Cialis online I Treeworkers in onda su Rai Uno, giovedì 23 luglio 2009 All&#8217;interno di un servizio sulla vita degli alberi in città. E&#8217; per la prima volta nella storia televisiva mondiale che in un servizio televisivo si affrontano i temi della corretta potatura degli alberi in contesto urbano facendo esplicito riferimento all&#8217;arboricoltura [...]]]></description>
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<div style="display:none"><a href="http://www.curtissliwa.com/">Cialis online</a><br />
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<p><!-- ~~am end~~ --></p>
<h4>I Treeworkers in onda su Rai Uno, giovedì 23 luglio 2009</h4>
<p>All&#8217;interno di un servizio sulla vita degli alberi in città. E&#8217; per la prima volta nella storia televisiva mondiale che in un servizio televisivo si affrontano i temi della corretta potatura degli alberi in contesto urbano facendo esplicito riferimento all&#8217;arboricoltura moderna fondata da <strong>Alex L. Shigo</strong>.</p>
<p>Dopo una panoramica delle difficoltà che gli alberi affrontano tutti i giorni in città, taglio delle radici, potature scorrette (<em>capitozzature</em>), lesioni ai tronchi, entreremo noi in scena&#8230;</p>
<p>I Treeworkers mostreranno le corrette tecniche di potatura per la riduzione dei rischi di cedimento strutturali di rami, branche e/o degli alberi stessi attraverso la tecnica del taglio di ritorno, o sostituzione dell&#8217;apice, o conicizzazione del ramo. Sono tre le situazioni nelle quali si svolgono le riprese: un viale di Pinus pinea (pino da pinoli), dei Cedrus deodara (cedro), ubicati all&#8217;interno di un condominio ed in parte su strada ad alto scorrimento, dei Liriodendron tulypifera (albero dei tulipani) all&#8217;interno di un giardino aperto al pubblico. In tutti e tre i casi l&#8217;obiettivo è quello di ridurre i rischi di cedimento degli alberi o di porzioni di essi, diminuendo l&#8217;effetto vela e l&#8217;effetto leva esercitato dalla chioma.</p>
<div id="attachment_30" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-30" title="immagine-038" src="http://www.treeworkers.it/wp-content/uploads/immagine-038-300x225.jpg" alt="fasi delle riprese  " width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">fasi delle riprese  </p></div>
<p>Nella foto in alto <strong>Massimiliano Tonelli</strong> esegue il &#8220;taglio di ritorno&#8221; su una branca basale di Pinus pinea.</p>
<p>Un grazie speciale a Cristina Scardovi, autrice del servizio, la quale ha dimostrato un&#8217;autentica passione e sensibilità verso il mondo degli alberi.</p>
<div>Buona visione e arrivederci su questo sito per i reciproci feedbacks!</div>
<div>VEDI L&#8217;ARTICOLO SU YOU TUBE: http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=110072623749&amp;h=67x-I&amp;u=CnyZM&amp;ref=mf</div>
<div></div>
<div>I Treeworkers operano sugli alberi presso privati ed enti pubblici, principalmente nel Lazio e in Liguria. Lavorano in tutt&#8217;Italia, in particolare sulla costa tirrenica (Toscana, Campania).</div>
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